HAVEMERCY
Draghi metallici! Maghi gay! Esplosioni! 

Recensioni

Avvertenza: i draghi in questo primo notevole romanzo sono delle favolose creazioni innovatrici. Una volta che prendono il volo nella vostra immaginazione, possono soppiantare i vostri ricordi d'infanzia dei loro cugini favolistici. Io, per esempio, non penserò mai più ai draghi senza sentire il ruggito di questi mostri metallici.

- Drew Bowling, autore de "La Torre delle Ombre" -

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Proprio quando pensavate che il fantasy fosse andato in malora - con tutti quei libri-clone sugli scaffali che parlano di investigatori del paranormale e di cacciatori sexy di vampiri e demoni - arrivano due studentesse del college che forgiano il loro romanzo di debutto tra esami e turni notturni allo Starbucks. Tutto d'un tratto una grande quantità di clichè noiosi viene o rinfrescata o riavviata o gettata via.
È troppo presto per dire se Jaida Jones e Danielle Bennett un giorno si uniranno alle fila dei grandi duo della fiction fantasy -
Niven e Pournelle, Moore e Kuttner - ma con HAVEMERCY certamente si qualificano per le semifinali. Queste ragazze scrivono con sorprendente rapidità, consegnandoci la sorpresa fantasy più piacevole da quando Temeraire ha preso il volo nel 2006. Jones e Bennett (penso che d'ora in poi le chiamerò “Jaidani„ per risparmiare spazio) hanno reinventato i draghi ancora una volta, stavolta nel contesto dello steampunk. Ma il nucleo della loro storia è determinata da un'attenzione sensibile ed autentica ai personaggi che forse potete vedere in "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" di George R. R. Martin. La loro narrazione è molto più costante a questo punto nelle loro carriere che di quella di Patrick Rothfuss, lodevole ma esageratamente sopravvalutato, e tra il genere degli agitatori sociali, beh, le due ragazze hanno una superiorità schiacciante sul competente ma poco originale (per dirlo educatamente) Christopher Paolini. HAVEMERCY può non essere "Temeraire", ma questo è il libro più rassicurante da aggiungere al vostro carrello d'acquisto mentre siete occupati a comprare "La Vittoria delle Aquile" (quinto libro della saga di Temeraire).
Lo scenario è il regno di Volstov, che è stato in guerra per un secolo contro l'impero vicino del Ke-Han. Volstov presenta un vantaggio in quanto i loro maghi hanno generato dei draghi meccanici pilotati dal Corpo Armato dei Draghi. Eppure, il corpo è limitato nella sua efficacia poiché il combustibile dei draghi, ricavato dal pozzo magico a cui si affidano i maghi di Volstov, non darà loro la gittata necessaria per pilotare verso la capitale del Ke-Han e ritornare indietro. Tuttavia sono abbastanza efficaci da impedire agli invasori di attaccare Thremedon, capitale di Volstov.
Sembra che Volstov sia, finalmente, sul cuspide della vittoria. Trascinato a questo punto in un dramma è il mago mondano Margrave Royston, condannato all'esilio, a causa di, ahem, indiscrezioni con il principe di uno degli alleati più importanti di Volstov. Mi è piaciuto che in questo mondo i maghi deviano dalla norma gandalfiana barbuta e sagace. Sono più come rockstar. Royston vive lascivamente, apprezza soltanto la moda e il cibo più costosi - un Queer Eye for the Sorcerous Guy [NdT: l'espressione significa "occhio gay per il ragazzo stregone." Fa il verso al programma
Queer Eye for the Straight Guy, cioè occhio gay per il ragazzo etero], potreste dire - e gode a sollecitare lo scandalo tanto quanto ogni celebrità. (Da qualche parte in Thremedon c'è una clinica di riabilitazione, lo so.) Ma questa volta ha davvero esagerato ed è stato spedito nella tenuta di campagna del fratello a contemplare l'errore nei suoi modi, praticamente per il resto della sua vita.
In forte contrasto c'è l'aggressivo pilota di draghi Rook, la quintessenza del soldato rozzo e goffo. Tutti e quattordici i membri del Corpo Armato dei Draghi sono i tipici piloti, degli arrapati selvaggi fra i quali Rook è il meno controllato. E ha messo nei guai l'intero corpo con la sua imprudenza sociale, offendendo volgarmente la moglie di un diplomatico straniero.
La guerra è in realtà lo sfondo per la maggior parte del romanzo, mentre la storia prosegue con le rispettive relazioni che questi due uomini sviluppano con due uomini più giovani che incontrano sulla scia dei loro guai. Royston instaura un legame fraterno con il ragazzo minorenne che ha in tutela il fratello, Hal, che si sta guadagnando il suo sostentamento alla tenuta facendo da tutore ai bambini. Il legame presto sboccerà in amore, e viene trattato con un tale gusto impeccabile, con calore e compassione (le piccole farse che fanno per nascondere quello che è nato tra di loro suonano tragicamente vere), che solo le persone che hanno permesso all'omofobia di spogliarli di ogni vestigia di umanità lo troveranno offensivo.
Hal mette in grado Royston di superare il suo egoismo che ha regolato la sua vita fino a questo punto. Ma Rook non avrò un'epifania così facile, quando il Corpo Armato dei Draghi dovrà fare "allenamenti di sensibilità", un modo per ammorbidire il diplomatico offeso. (È anche una grande scena, che introduce ogni personaggio in un piccolo tour de force della tecnica narrativa.) Il loro insegnante è uno studente disperatamente nervoso della città di Versity, Thom. Più giovane e comicamente senza esperienze di vita in confronto ai piloti, Thom diviene subito un bersaglio di abusi - sotto forma di qualcosa che va dalle burle puerili al bullismo diretto - da parte di Rook. Qui non si sviluppa nessuna amicizia. In contrasto completo con la storia Hal & Royston, gli aggressivi conflitti eterosessuali di Thom e Rook non stanno mascherando alcuni affetti latenti.
I protagonisti di HAVEMERCY, che piacciano o no, respirano vita da ogni pagina in un modo che molti veterani di fantasy non riescono a trasmettere. Ogni capitolo viene presentato dal punto di vista della prima persona, e potete vedere come Jones e Bennett hanno probabilmente scelto quale personaggio avrebbero dovuto scrivere per ciascuna - un buon modo affinché i collaboratori si mantengano sulle loro punte creative.
Ma essendo il loro primo romanzo, HAVEMERCY ha i suoi problemi. Uno riguarda quanto poco si vede dei draghi. Benché il libro sia chiamato come lei (o lui?), Havemercy compare soltanto in una manciata di scene. I draghi sono artificiali, ma la magia che li alimenta ha dato loro la facoltà di sentire e un tipo di personalità compatibile ai loro piloti. Abbastanza diverso dal legame quasi familiare di Will Laurence e Temeraire, Rook e Havemercy si insultano e imprecano come Vlad Taltos e il suo amico intimo Loiosh di
Steven Brust, anche se i loro insulti reciproci sono un'espressione di affetto burbero. Ma mentre vedere così poco di Havemercy dà un senso di esotismo e mistero sui draghi (impariamo soltanto i loro nomi), allo stesso tempo significa che il legame di Rook con Havemercy non comunica mai la sua profondità al lettore come dovrebbe. Così il punto culminante del libro è mancante del potere emotivo di cui ha bisogno.
Un secondo problema, un po' più difendibile, è che (e minimizzerò gli spoiler il più possibile - tuttavia, se volete, saltate il resto di questo paragrafo) mentre le autrici riescono a resistere alla noiosa convenzione per la maggior parte del libro, c'è una rivelazione che appare dopo due terzi del libro, per quanto riguarda un legame fra due personaggi. Qui, Jaidani si attaccano al clichè più trito e ritrito che ci sia, come un gatto che si aggrappa ad un calzino pieno di erba gatta. Ma quello che salva il libro a questo punto è il loro rifiuto di lasciare che sfoci nel sentimento stucchevole e di immeritato cattivo gusto, che è quello che solitamente succede quando si cade in questa trappola. Non uccide il libro come avrebbe potuto. Ma anche se Jaidani riescono più o meno a farlo funzionare, era ancora una scelta inutile di narrazione.
Tuttavia le fortune di HAVEMERCY superano di gran lunga i suoi fallimenti. La storia aveva tutti i numeri per sprofondare nel melodramma. Jaidani raggiungono una tale verità emotiva nello sviluppo dei loro personaggi che il libro li evita praticamente tutti. (Anche la mancanza di caratteri femminili prominenti è abbastanza interessante.) Inoltre mi sono piaciuti alcuni momenti elusivi di commento politico; come di un presidente che potrei nominare, il sovrano di Volstov ha l'abitudine impetuosa di celebrare le vittorie prima di averle ottenute.
HAVEMERCY funziona perfettamente, come un'avventura indipendente, ricca e gratificante. È un debutto impressionante per le sue creatrici ventenni e uno dei pochi titoli veramente degni di nota del 2008. Conoscendo l'industria e il fatto che la biografia di Jones promette "più draghi di metallo!", sono certo che ci sarà un sequel. Forse allora ne sapremo di più di questi draghi di metallo. Ed avremo una buona idea di come le cose possono diventare emozionanti quando queste ragazze lasceranno realmente volare la loro immaginazione.

- Thomas M. Wagner, in SF Reviews -

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HAVEMERCY è assolutamente un libro ammaliante: allo stesso tempo eccitante, romantico (nel senso migliore e più vecchio del termine), e divertente, cosa che, per esperienza, è la puntata più rischiosa da mettere a segno. L'elemento più notevole di tutti è che è il primo romanzo delle autrici. Non riuscireste a capirlo dalla scorrevolezza e dall'abilità con le quali queste due giovani scrittrici hanno creato il loro stile, le loro voci narrative, e il loro mondo. È un gran bell'inizio!

- Peter S. Beagle, autore de "L'ultimo Unicorno" - 

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Delizioso! I personaggi sono unici, incantevoli e credibili: ospiti di un party che non vorresti andassero mai via. Farei volentieri di nuovo una passeggiata in questa città, ora che so la strada.

- Ellen Kushner, autrice de "Il Privilegio della Spada" -

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Un cast abbagliante di personaggi memorabili! HAVEMERCY è un debutto magnifico per due nuove autrici di talento.

- Lynn Flewelling, autrice de "Il Ritorno delle Ombre" -