ARCHIVIO POESIE

{Le poesie qui raccolte sono tratte dal libro Cinquefoil. Qui potete vedere la copertina. Il libro è composto da 78 poesie ed è diviso in cinque parti intitolate A Proposito di Me, Ansietà & Morte, A Proposito dell'Amore, Arte & Scrittura e Sul Giappone. Il titolo Cinquefoil è particolarmente legato alla divisione in cinque parti del libro: "cinquefoil" infatti significa pentalobo, un arco cuspidale formato da cinque decorazioni ad archetti gotici.}


Progressi nella Tecnologia

Impossibile trovare
la pagina Web --

404

(SOS)

la pagina richiesta
non esiste.

Facendo il difficile,
l'html, il suo sfuggente linguaggio taggato,
e io con le mie mani martellanti
non riusciamo proprio a comunicare correttamente.

ESC. ESC. ESC.

CTRL-ALT-DELETE.

Profondamente ubriaca
dall'anonimato androgino
delle complessità intossicanti
dell'internet indelebile
del ventesimo secolo

ci scopriamo le caviglie
di fronte ai browser
perché non richiede
coraggio
farlo.

CTRL-F

Ricercandoti
non immaginavo che ti avrei
trovato qui, indossando
alle dita anelli con i codici dei colori,
e gioielli di javascript
nel rifugio nudo
del tuo petto;
tre div layers di
testo con il tag marquee
che circonda serpentino
i tuoi fianchi.

CTRL-S

Non pensare che
ti lascerei smarrire, nemmeno
nella confusione
di cartelle sul dektop
e di spyware

CTRL-Q

Non smetterò di sognare i tuoi
messaggi istantanei, le tue
e-card e le tue e-mail
le foto di vecchie cattedrali
e vecchi spazzolini nel tuo blog
le tue immagini abilmente photoshoppate
il nome del tuo dominio

 anche quando soccombo alla notte o
forse allo schermo blu della morte
(posso solo permettermi questo Sistema Operativo;
non rinnegare il mio nome, non
giudicarmi per il mio Windows 2E)
so che ti ho

spedito e-mail molteplici volte
masterizzate nei CD
salvate nello scorrimento leggero di freddo metallo
(protetto o no)
su dischetti neri & grigi

e miei per sempre e sempre

prima

RIAVVIA

***

Una trinità di pensieri (07/07/05)

I. Dio
E Dio disse. E Adamo (se uomo è un sostantivo,
allora l'impeto celestiale è il verbo.) E da allora,
discorsi, e scrittura. Non possiamo puntarci il dito per sempre,
indicando le figure che avanzano pesantemente nel nostro campo visivo,
Elefante e Antilope, e farla finita.
Gli animali e gli uomini non cambiano, anche se alcuni muoiono,
la nostra umanità viene ricordata in quel sostantivo, morte,
mentre con futile verbosità fallisce nell'essere morta e morire.
Anche all'inizio, osservandoci l'un l'altro
e il primo di molti altri nomi.
E il grande verbo Divino ci lascia essere.

II. Uomo
Ora tutti vogliono avere qualcosa da dire, anche se
nessuno ha veramente un buon sostantivo per dirlo. (Esso --
discorso che placherà il discordante,
che mitigherà la disarmonia della gente
sollevandosi da sotto le strade. Esso,
in questo pomeriggio, che regala storie,
offrendo molto più di quello che possiamo dare.)
Quando ci troviamo faccia a faccia con esso -- i nostri
vulnerabili luoghi mortali -- vogliamo assolutamente
parlare e parlare e parlare. Come se il mondo lo disfacesse,
come se il mondo fosse l'inizio.

III. E La Parola (Amore)
Ma la prima cosa che immagino in questo tuo pomeriggio
che è il mio mattino: totalmente egocentrico. Te in termini di me,
quello che so è così facile da perdere. Con due gambe
    non ne posso fare a meno,
l'estremo atto egoistico. Amore. Sottoporre i miei sostantivi al tuo nome.
Già detonate a Londra, le bombe detonano
    il mio primissimo pensiero.
E già con le macerie, comincio a ricostruire la mia parola
e il tuo viso.

***

Tradurre Basho Senza Veramente Tradurre Basho

Chiaro di luna, bambù, uccello.
(Un cuculo o un usignolo?)
E qualche suono. (O canzone.)

Erba e samurai--
forse qualche allusione
su tombe e guerre.

Se, in una notte
d'Autunno, nessun viaggiante passa,
Basho fa un suono?

Quando le nuvole oscurano
la luna, i poeti in Giappone
con grazia abbassano lo sguardo.

 Una farfalla si sofferma
su un'orchidea. Luce del sole.
Incenso. Comunione.

 Al mattino la primavera
esita su qualche collina;
sembra una montagna.

 Una stagione strana:
quando l'autunno ti fa sentire vecchio,
disturba i tuoi vicini

È solo una vecchia rana.
Ma qualcosa del suo spruzzo nell'acqua
pare degno di nota.

***

Elegia del Respiro

Alla fin fine importa solo una cosa:
dove ti guardo respirare.

Anche sulla poltrona,
dove le tue mani sono giunte appena sotto la vita
io controllo.

Controllo l'ascesa e la caduta del tuo petto
con paura, con amore
ogni respiro
ogni battito
io controllo
io controllo. 

In quest'unico secondo
che vola via
giro la testa per assicurarmi, per studiare
il modo in cui la curva del tuo petto si solleva dopo
    due momenti senza respiro
uno per ogni respiro. 

In questo secondo
scavalco il tappetino, attraverso il salotto
e ti bacio la fronte,
soffermandomi
solo a sentirti respirare.

***

La Dissezione

Mi sembrò evidente che non ero più
    interessata alla scrittura.
Fu quel giorno in cui ho passato l'intero pomeriggio con te dopo che io, nude
    mani e lattice, ho aperto la tartaruga,
lacerando la corazza dal carapace.

Capire di amarti fu come capire che le tartarughe non hanno la pelle
        sotto i loro gusci, niente che trattenga i loro
grassi organi gialli e marroni e i loro archi aortici traslucidi
    dal fuoriuscire una volta tolto il guscio.

I colori erano così viscerali, la vescica della tartaruga così piena. Ah, la
    tragedia; morire prima di svuotarsi ed
essere svuotati solo dopo la morte.
Oh, Dio, capii, muco dalle interiora bagnate della tartaruga che copriva
    le mie dita inguantate--che dovevo essere così
caotica, come la scienza e come l'amore.

***

laozi: 11

ritorniamo in cucina, le nostre ascelle che sudano
scarichiamo il caldo frutto, alleviamo noi stessi--

mia madre divide a metà e a metà il melone
e con le sue dure mani accoglie il succo
    e i semi e i fili

e li butta direttamente nel cestino
(l'odore pesante e forte del muschio fa impazzire il gatto arancione,

la fratellanza delle cose arancioni, ingarbugliate e miagolanti)
mentre anch'io agogno di essere divisa a metà e a metà e
    scavata al centro--

perché essere d'accordo con laozi¹ che solo il vuoto è utile
sarebbe utile in sé per sé--ma anche vuoto--

gli uomini, come il frutto, non sono solo questo centro incavato:
ma anche la confusione.

¹ Laozi è il fondatore del Taoismo, una religione monistica, panteistica ed enoteistica originaria della Cina istituzionalizzatasi come tale all'incirca nel II secolo avanti Cristo. 

***

A proposito del trascurare la E in Piume

Voglio piume bianche.

Ammetto che l'ispirazione per questo desiderio
e impulso
è la mia dislessia; l'incapacità di leggere,
come mia madre la chiamava una volta,
e che io non ho mai voluto.

Così questa è la quintessenza della poesia,
la vera professione del poeta;
prendere piume del colore della neve
e insinuare il frutto.

***

Brokeback

Non cambierà la mentalità di nessuno;
la mentalità non può essere cambiata

Ci sono solo montagne e, una volta,
c'erano cowboy
pecore, tori pazzi e il rodeo
e il tagliente mutamento freddo del tempo
lontano dal tuo tragitto.

Anche ad agosto cade la neve.

Forse quando le persone diventano fredde
diventano sole, e le persone sole
accettano di tutto,
un cieco e caldo annaspio in una piccola tenda,
grugniti, saliva, sussulti;

oppure le persone sole non protestano.
Se ne vanno via a cavallo la mattina sapendo
che ritorneranno di notte,
lasciando le pecore a badare a se stesse
anche dopo averle viste
sventrate sull'erba verde,
versando rosso,
alla luce del sole.

Alla fine tutto diviene sfrenato
in un cuore paralizzato e legato.

Oppure--l'amore diventa troppo piccolo
perfino sotto così tanto cielo.

***

Risoluzioni

Per questo nuovo anno voglio
voglio
voglio

voglio

che l'orologio rintocchi le dodici zero uno
indugiando per dodici volte sullo zero

e in quell'unico minuto sentire
una grande voragine che squarcia la terra
il suono non di acclamazioni ma di trombe

il fremito del firmamento
il rigonfiamento del firmamento
la mancanza del firmamento

la caduta dei diademi
la resa dei dogi

spaccati in due archi
che piombano

violentemente nella notte, contro il cielo blu
le braccia degli angeli, il loro uccello che canta un lamento funebre

tutti i continenti frantumati
sotto le acque intorpidite.

Per questo nuovo anno sono stufa
dell'anticipazione
della meraviglia

della paura che permane
del peggio

voglio

che arrivi il peggio,
abbracciare i terremoti,
seguire le inondazioni,
preparare i campi
per i fuochi.

Nuovo anno --
il mondo è stanco di aspettare
il peso non è più mirabile

dicci: è il trionfo o il terrore racchiuso
nel tuo

zero uno
zero uno
zero uno

***

Consapevolezza del vuoto

"Credi nel sovrannaturale?" chiede lui.

(È un sentiero ottuplo
è un sentiero ottuplo?)

Il seminterrato della vecchia casa è infestato da otto anni
una forte sensazione si impossessa di te -- un mito -- un'intuizione?
Che come una poesia, come un brivido, come caffeina,
è una reazione. Non articolata.

È Takuya, dal viso calmo, solenne e pacifico,
ventidue anni, in un inglese incerto,
bagnandosi le labbra: "Voglio credere

Devo credere

perché, perché--
Ho molta paura. Ho molta paura della morte."

E il brivido attraversa il resto di noi
come la mano del patriarca. Una conoscenza immortale.

Capitoli legati in modo inconsistente.
E poi no.

***

Lettera alla moglie del defunto

La scrivania è ornata da occhiate di luce
Più potenti nel pomeriggio
E lei tradisce, con mano tremolante,
La fame per la povera moglie di Groom.

Come si trattava bene lui, inizia a scrivere
Con le facezie più Opportune,
Voleva, tremando, rimanere in piedi
O aveva la forza per restare perfino seduto?

Un momento -- era scuro o era luminoso?
Il colore dei suoi occhi innanzi alla Morte --
O sono delicatamente scivolati da una terra verso un'altra
O si sono persi in un unico respiro sfuggente?

Il giorno volta la testa fosca alla notte,
Ma lei ancora rimane davanti alla sua lettera,
Il suo nome è un marchio più che una firma --
Come avrebbe voluto conoscerLo meglio.

***

Odio i poeti...

Odio i poeti. Tutti i poeti.
E i loro libri e il loro
particolare linguaggio poetico - che si stacca
dalla pagina e si infila nella mia gola
come un orgasmo di un pollo infelice,
come ghiaia in un cheongsam¹, come curry cattivo,
come gli ubriachi in un giorno afoso, che soffrono solo per il gusto di soffrire-
perché la sofferenza è ciò che i poeti fanno per divertirsi
e, a volte, per profitto. Espressioni ambigue,
criticismo costruttivo andato a male,
piatti di parole pallide serviti freddi,
sul saffico tavolo sghembo,
nella notte chiosata.

¹ tipico abito femminile cinese.

***

Compito in classe

È l'una e mezza quando la professoressa dice
"Scrivete un saggio sull'amore in quaranta minuti"
e all'improvviso tutto quello a cui riesco a pensare è
a come odio i bagni in comune e
a come la rossa nel dormitorio accanto al nostro
pensa di essere una cantante dell'opera e
a come nessun altro del mio piano sa come
chiudere piano una porta e
a come alla professoressa già piace la ragazza che fa letteratura russa
più di tutti noi e
a come vorrei che il condimento per l'insalata non avesse l'aglio e
al perché la mia calligrafia non è attraente, come quella di Jackie della stanza 611?

È l'una e trentacinque e non ho scritto niente sul mio foglio
solo una domanda -- "Che cos'è l'amore" -- e un punto interrogativo -- "?" --
e l'improvviso terrore che dove sono
è chiaramente dove non dovrei essere
e prima che i miei genitori spendessero tutti i loro soldi, un qualche filantropo
sarebbe dovuto venire a dire
senti -- solo, ascolta per un minuto -- mi dispiace dirlo,
ma il college non fa per te

il che avrebbe risparmiato a tutti un sacco di fastidi
e adesso dovrò mettere nei bagagli il mio nuovo computer e il mio
nuovo quaderno,
le mie pasticche vitaminiche e i miei onorari, e andare a casa con il diciotto
letto, bagno, e un incredibile mucchio di valige
sulla metropolitana di New York, per comprare dei biglietti aerei
perché penso di essere più portata a
allevare canguri
in Australia.

È l'una e quaranta, forse l'una e quarantuno,
quando chiunque altro sta scrivendo --
Osservo il foglio alla mia sinistra,
dove Emily ha scritto due interi paragrafi
sulla natura dell'abnegazione e dell'amore eterno
e su come l'amore trascende questo e su come l'amore resiste a quello
mentre alla mia sinistra la calligrafia di Jackie sta prendendo in giro la mia
anche se non riesco a leggerla
(e ciò non aiuta.)

È l'una e quarantacinque, probabilmente l'una e quarantasei,
quando la professoressa mi guarda,
senza dubbio pensando, "Perché questa ragazza non sta prenotando ancora
i suoi biglietti aerei,
sta sprecando il suo tempo, sta sprecando il tempo dei canguri,
e il tempo degli aborigeni, e i soldi dei suoi genitori --
Oh Dio, pensa ai suoi genitori,
hanno speso così tanti soldi,
quando avrebbero potuto comprare un biglietto di sola andata
per l'Australia," e nel frattempo tutti stanno scrivendo
e usando il proprio tempo saggiamente,
e le persone cancellano cose e le gomme stanno impazzendo
e tutti sono eloquenti ed io sto pensando
l'amore è la mia mamma, la mia mamma, la mia mamma
e poi
cosa mangia un canguro,
e quanto ci vuole per addomesticarli?

All'una e cinquantuno non solo ho sprecato tempo
per ventuno minuti ma anche per diciassette anni,
in modo che quei ventuno minuti del tempo per il compito
sembrino quasi irrilevanti
quando guardi al tempo sprecato da quella prospettiva:
diciassette anni
e non posso assolutamente sapere cos'è l'amore;
diciassette anni e non riesco a scrivere
nemmeno un paragrafo sull'amore, ancor meno due pagine a righe;
diciassette anni, il mio primo compito, un saggio libero,
Posso dire qualsiasi cosa, ed eccomi qui, che guardo il foglio, pensando
Non so nulla sull'amore, signora,
soprattutto non in un contesto letterario
e non è per questo che sono qui?
Perché
lei non mi sta scrivendo un saggio?

All'una e cinquantacinque tutto ciò è ormai irrimediabile perché
tra venti minuti devo correre
attraverso la pioggia per andare a lezione di fisica
per poi scoprire che in realtà non posso fare la lezione di fisica
così posso andarmene e arrivare tardi alla lezione di giapponese
così posso iniziare a piangere sulle scale del campus
e la grande e inflessibile facciata d'alabastro
della grande e immobile biblioteca d'alabastro
può dirmi che non le frega nulla del mio stato --
che è bagnato -- che ha altri problemi -- che qualcuno ha
versato del caffè
sulla sua scheda dell'annuario e non riesco a capire questo,
non avendo una scheda dell'annuario.

All'una e cinquantasei mi rendo conto che la professoressa è parecchio seccata
mentre osserva Emily che continua a scrivere sulla terza pagina, e Jackie che fa le j
come se avesse un rapporto sessuale,
e il mio foglio bianco sbadiglia, e la mia professoressa sbadiglia,
e scrivo "Non è che sono di meno quando te ne andrai, ma piuttosto
che sono di più quando sei qui"

e poi
questo non concerne solo le persone
e poi
ma anche le parole e l'istruzione.

***

haiku

Questo haiku è come
sono io: un momento solitario,
tutti angoli di gomito.

***

A proposito di fichi

Il giorno albeggia come un albero che cresce:
con lenta insistenza.

Non è ancora nato nessun frutto
al mio risveglio.

Da qualche parte sopravviene questa frase:
Sarei dovuta nascere come fico.

Perché se solo fossi cresciuta con una pelle più dura
e con un interno più dolce!

Allora non avrei delusioni:
dopotutto, sarei un fico.

Saprei cosa aspettarmi dalle mani umane.
Maturerei solo per essere divorata;

Sarei

deliziosa. 

 

[Cinquefoil, 2006, edizione New Babel Book]

 

Sito & Traduzione © (Serena Tardioli). Storie & Poesie © (Jaida Jones). Images from (Stock Xchng). Layout © (Apothesis).
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